Il 50% dei punti monitorati è risultato oltre il limite di legge: il monitoraggio di Goletta Verde in Toscana
Dei 20 punti monitorati nella costa toscana, 10 sono risultati oltre i limiti di legge, e sono quasi tutte foci dei fiumi, definendo delle criticità per concentrazioni microbiologiche elevate di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali. Le segnalazioni di Goletta Verde alle autorità competenti partono se la concentrazione anche solo di uno di queste due specie microbiologiche supera il limite previsto dalla legge.
Il monitoraggio della costa della Toscana quest’anno si è svolto nei giorni 6, 7 e 8 del mese di luglio: i volontari e le volontarie di Goletta Verde di Legambiente hanno campionato 20 punti alla ricerca di potenziale inquinamento per una mancata o inefficiente depurazione.
Entrando nello specifico dei punti campionati il 20% è risultato inquinato, mentre il 30% è risultato fortemente inquinato, secondo il giudizio di Goletta Verde.
Il monitoraggio ha riguardato il 25% dei punti a mare (5) e il 75% dei punti prelevati in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi (15), per un totale di 20 punti.
Focus punti campionati: Nei 6 punti monitorati nella provincia di Grosseto il 50% è risultato entro i limiti e sono il prelievo alla foce del fiume Bruna a Castiglione della Pescaia, il mare presso la foce del fiume Albegna in località Bocche di Albegna a Orbetello e la spiaggia fronte canale in località Poggio Pertuso/Cala Galera a Monte Argentario. Dei restanti 3 punti è risultata inquinata la foce del fiume Osa in località Fonteblanda a Orbetello, mentre fortemente inquinati il punto alla foce del fiume Gora a Follonica e il punto al fosso della Tagliata Etrusca ad Ansedonia (nel Comune di Orbetello).
6 i punti monitorati nella provincia di Livorno che comprendono anche i quattro punti dell’Isola d’Elba. I risultati del monitoraggio decretano quattro punti entro i limiti: la foce del fiume Cecina a Marina di Cecina, la foce unica dei fossi di Mola, in località Mola nel comune di Capoliveri, il fosso della Madonnina in località punta della rena a Portoferraio, la foce del fosso Galea la Pila nel comune di Campo nell’Elba. Gli altri due punti sono la foce del fosso/scarico Salivoli a Marina di Salivoli nel comune di Piombino risultato fortemente inquinato e la spiaggia presso il moletto del pesce in località porto a Marciana Marina risultato inquinato.
Nella provincia di Lucca sono stati monitorati 2 punti entrambi risultati oltre i limiti di legge: la foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta risultato fortemente inquinato e la foce del fosso Abate al Lido di Camaiore risultato inquinato.
Al monitoraggio di Goletta Verde dei 4 punti di prelievo in provincia di Massa-Carrara, sono risultati fortemente inquinati i punti alla foce del torrente Lavello in località Partaccia nel comune di Massa e la foce del fiume Brugiano in località tra Partaccia e i Ronchi sempre a Massa. È risultato inquinato il punto alla foce del torrente Carrione a Marina di Carrata, mentre entro i limiti è il punto alla foce del fiume Versilia in località Cinquale, nel comune di Montignoso.
Sono 2 i punti monitorati nella provincia di Pisa che risultano entro i limiti di legge al monitoraggio di Goletta Verde, i punti prelevati presso la foce del fiume Arno a Marina di Pisa e la foce del canale scolmatore in località Calambrone.
L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare e denunciare criticità, che minacciano il nostro litorale per una mancata o inefficiente depurazione, affinché si tuteli la salute dei bagnanti e l’integrità degli ecosistemi naturali.
Rispetto ai cartelli di divieto di balneazione, uno strumento utile per un’informazione semplice per avvisare i bagnanti di eventuali criticità, i tecnici di Goletta Verde non li hanno trovati nel 60% dei punti monitorati alla foce dei fiumi, in ben 12 casi infatti erano assenti.
L’installazione di questi avvisi è responsabilità diretta delle amministrazioni costiere che governano il territorio e devono provvedere a una corretta informazione ai cittadini nel caso in cui ce ne sia bisogno. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita ai cittadini, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti, che potrebbero essere quindi esposti anche a un potenziale rischio di contaminazione fecale per una inefficiente o assente depurazione.
Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione non sono stati trovati dai tecnici di Goletta Verde i cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell’acqua di balneazione nell’85% dei punti di prelievo, infatti solo in 3 punti sono stati identificati tali cartelli.
“Rispetto allo scorso anno abbiamo rilevato lievi miglioramenti per la qualità delle acque dei fiumi che si riversano nelle zone costiere della Toscana: nell’area nord il miglioramento ha riguardato in particolare la foce del fiume Versilia (passata da molto inquinato a norma). Va meglio anche l’Elba: alla foce del fosso di Mola a Capoliveri (passata da molto inquinato a norma) e al Moletto del pesce a Marciana Marina (passato da molto inquinato a inquinato). Invece rimangono stabili alcune criticità alle foci dei fiumi nella parte centrale e sud della Toscana: nella zona di Salivoli, Follonica e Ansedonia, tutti i punti campionati risultano molto inquinati” – dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente Presidente e Direttore di Legambiente Toscana. “Persistono quindi le criticità che riguardano il sistema depurativo che andrebbe adeguato all’aumento della pressione antropica che si registra nei mesi estivi tenendo conto anche della crisi climatica. Inoltre, bisognerebbe farsi aiutare dalla natura per la riqualificazione ecologica dei corsi d’acqua per renderli maggiormente resilienti. Nei prossimi anni verificheremo se il miglioramento rilevato nella zona nord e all’Elba diventerà un trend positivo o se è stato solo un episodio isolato di quest’anno.”
“Goletta Verde naviga da 40 anni lungo le coste italiana alla ricerca di illeciti e per monitorare lo stato del sistema di depurazione delle acque reflue – dichiara Marco Mancini, Ufficio scientifico Legambiente nazionale. Le foci dei fiumi a livello nazionale rappresentano i punti critici del nostro monitoraggio, e ci raccontano che le reti fognarie non funzionano ancora come dovrebbero. Le foci dei fiumi non sono balneabili per legge, ma spesso durante i nostri prelievi vediamo cittadini e cittadine che fanno il bagno nelle zone limitrofe. Per questo i cartelli di divieto di balneazione quelli sulla qualità delle acque diventano fondamentali: la cittadinanza ha diritto di usufruire del mare in maniera sicura e consapevole.”