Azione di Goletta Verde per chiedere l’istituzione del Monumento Naturale di Tor Caldara – presentazione progetto LIFE terrAmare
Questa mattina sul litorale di Tor Caldara azione dei volontari e delle volontarie di Goletta Verde per chiedere nel più breve tempo possibile l’istituzione del Monumento Naturale di Tor Caldara. Gli attivisti e le attiviste dell’associazione ambientalista hanno srotolato lo striscione “30% di Aree Protette al 2030” per rimarcare l’esigenza di aumentare le aree protette e arrivare agli obiettivi del 2030.Il Circolo Legambiente Le Rondini di Anzio e Nettuno ha promosso una raccolta firme per l’istituzione del “Monumento Naturale Marino di Tor Caldara”. Qui si trova un ricco ecosistema marino nel quale sono presenti fenomeni di ricolonizzazione di vegetazione dunale. Questo, insieme alla consolidata presenza di Sabellaria alveolata e residue praterie di Posidonia, riveste una rilevante importanza per il recupero e ripopolamento faunistico dell’intero litorale.
“L’area marina antistante Tor Caldara, la linea di costa e il tratto di mare speculare costituiscono indiscutibilmente il naturale prolungamento della già area protetta della Riserva Naturale Regionale, compresa la sua recente estensione all’area della cosiddetta Vignarola. Da un punto di vista paesaggistico, grazie alla lettura dinamica della successione vegetazionale e all’assenza di elementi antropici interconnessi, la presenza stessa del naturale sviluppo a mare costituisce di per sé un’eccezione nel quadro territoriale della costa laziale. Il consolidamento di questa preziosa e rara connessione tra la Riserva Naturale Regionale di Tor Caldara, peraltro Zona Speciale di Conservazione (ZSC) a livello europeo, il litorale e il mare, rappresenta, a nostro avviso, una priorità imprescindibile per il territorio di Anzio, anche in quanto il tratto di litorale ed il fronte della falesia, come è noto, sono aree soggette a fenomeni costieri erosivi e franosi, tali da mettere a rischio la stabilità di Tor Caldara stessa. Proprio per questi motivi il circolo ha promosso la raccolta firme per l’istituzione del “Monumento Naturale Marino di Tor Caldara” ai sensi dell’art. 6 L.R. 29/1997, firme che hanno superato le due migliaia. Per firmare online: https://c.org/ZLjqcDpwNt ”, ha dichiarato Manuela Mariani, Presidente del Circolo Legambiente “Le Rondini di Anzio e Nettuno”.
Nell’incontro a bordo di Goletta Verde ormeggiata ad Anzio è stato inoltre presentato il progetto LIFE terrAmare, nell’ambito della prima giornata della tappa in Lazio dedicata al tema della tutela della costa.
Proteggere gli ecosistemi costieri, ripristinare gli habitat dunali e tutelare le praterie di Posidonia oceanica, contrastare la diffusione delle specie vegetali aliene invasive e coinvolgere cittadini, istituzioni e operatori economici nella gestione sostenibile delle spiagge. Sono questi gli obiettivi di LIFE terrAmare, il nuovo progetto cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione europea e coordinato da DREAM Italia e di cui Legambiente è partner. LIFE terrAmare punta, attraverso la creazione delle Comunità di spiaggia ecologiche, a diventare un modello di riferimento per la conservazione e la valorizzazione delle coste mediterranee. Le aree costiere rappresentano tra gli ecosistemi più preziosi e al tempo stesso più fragili del nostro continente. L’urbanizzazione, l’overtoursim, l’erosione costiera, i cambiamenti climatici e la diffusione delle specie invasive stanno compromettendo habitat fondamentali per la biodiversità e per i servizi ecosistemici da cui dipendono anche le comunità locali. Per rispondere a queste sfide, LIFE terrAmare adotta un approccio integrato che combina ricerca scientifica, interventi concreti di conservazione, coinvolgimento attivo dei cittadini, innovazione tecnologica e collaborazione tra enti pubblici, aree protette, università, associazioni, operatori economici e comunità locali.
Le comunità diventano protagoniste della conservazione
Uno degli elementi più innovativi del progetto è la nascita delle Comunità di Spiaggia Ecologiche (Ecological Beach Communities – EBC), che coinvolgeranno amministrazioni locali, associazioni, operatori turistici, pescatori, cittadini e altri portatori di interesse nella gestione condivisa degli ecosistemi costieri in Italia e in Grecia. Attraverso tavoli di confronto, percorsi partecipativi e attività formative, le EBC contribuiranno alla definizione delle strategie di tutela e monitoraggio degli habitat, favorendo una gestione più sostenibile e partecipata delle spiagge.
Parallelamente, LIFE terrAmare promuoverà un importante programma di volontariato europeo che coinvolgerà decine di giovani nelle attività di mappatura degli habitat, monitoraggio delle specie invasive, raccolta di semi autoctoni, ripristino della vegetazione e raccolta dati scientifici.
Interventi concreti per 12 siti Natura 2000 in Italia e in Grecia
Il cuore del progetto è rappresentato dalle azioni di conservazione sul campo, che riguarderanno in particolare 12 siti della Rete Natura 2000 in Italia e in Grecia, oltre ad altre aree costiere in Albania: Duna di Feniglia, Laguna di Orbetello, Padule di Bolgheri, Dune del Circeo, Torre Guaceto e Macchia S. Giovanni, Dune dell’Angitola, Dune di Camigliano, Spiaggia di Brancaleone, Fondali di Pizzo Calabro, Fondali Crosia-Pietrapaola-Cariati, in Grecia nella Laguna di Korission a Corfù e nelle Isole di Gavdos e Gavdopoula a Creta.
Gli interventi riguarderanno il recupero degli habitat dunali, il rafforzamento della vegetazione naturale, la stabilizzazione delle dune e la riduzione delle pressioni antropiche attraverso l’adozione delle migliori pratiche disponibili.
Il progetto prevede inoltre il ripristino di 648 ettari di habitat di Posidonia oceanica e la tutela di 407 ettari di habitat dunali, di cui 160 ettari in Italia e 247 ettari in Grecia.
Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione delle specie vegetali aliene invasive, come Carpobrotus spp., Acacia saligna e Ailanthus altissima, tra le principali responsabili della perdita di biodiversità negli ecosistemi costieri mediterranei. Le attività saranno realizzate seguendo protocolli scientifici condivisi dai partner italiani e greci, utilizzando tecniche manuali, meccaniche e, dove strettamente necessario, metodi chimici selettivi a basso impatto ambientale.
Governance: via ai Patti per la Costa. Il progetto investirà anche nel rafforzamento della governance, infatti Comuni costieri, Aree protette e gestori dei siti Natura 2000 saranno coinvolti nella sottoscrizione del Patto per la Costa, un accordo che formalizzerà l’impegno verso una gestione sostenibile degli habitat costieri. Parallelamente saranno organizzati percorsi di formazione rivolti ad amministratori pubblici e tecnici per diffondere competenze, strumenti e buone pratiche.
Dare valore ai servizi ecosistemici. Il progetto guarda anche al futuro della sostenibilità economica della conservazione. LIFE terrAmare svilupperà strumenti per valutare il valore dei servizi ecosistemici generati dagli interventi di ripristino ambientale e realizzerà una piattaforma digitale dedicata agli investimenti nella natura. L’obiettivo è favorire nuovi modelli di finanziamento, offrendo alle imprese interessate a rafforzare le proprie strategie ESG l’opportunità di sostenere concretamente progetti di conservazione della biodiversità. Sul fronte dell’informazione e della sensibilizzazione, saranno realizzati pannelli divulgativi, campagne social, eventi pubblici, attività educative per le scuole, seminari, iniziative di networking con altri progetti europei. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sul valore degli ecosistemi costieri e favorire una partecipazione sempre più ampia delle comunità locali.
“Anche nel Lazio ci impegneremo a dare supporto alle attività di LIFE terrAmare, tra i siti pilota ci sono le Dune del Circeo. Ma cogliamo l’occasione del passaggio di Goletta Verde nel Lazio per dare maggior voce ai nostri appelli sulla tutela delle coste, ed oggi in particolare rivolgiamo il nostro appello per la protezione dell’area di Tor Caldara”, ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio.
“Proteggere gli habitat costieri significa investire nel futuro delle comunità che vivono e lavorano lungo le nostre coste. Solo attraverso una collaborazione concreta tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e cittadini sarà possibile garantire la resilienza di questi ecosistemi e il benessere delle generazioni future”, il commento del coordinatore di progetto Marcello Miozzo (DREAM Italia).
“LIFE terrAmare intende lasciare un’eredità concreta fatta di habitat restaurati, comunità più consapevoli, strumenti operativi replicabili e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, contribuendo agli obiettivi europei di tutela della biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici. Legambiente, come in altre occasioni, darà il suo contributo attraverso il coinvolgimento dei territori partendo dalle comunità scolastiche fino ad arrivare a enti e amministrazioni”, spiega Federica Barbera, ufficio Biodiversità di Legambiente.