Goletta dei Laghi in Molise: tappa sul Lago Occhito, sentinella della crisi climatica
Dall’estrema siccità del biennio 2024-2025, che ha quasi azzerato l’invaso portandolo vicino al drammatico “volume morto” (un crollo verticale rispetto al passato, quando in primavera il livello superava regolarmente i 150-180 milioni di metri cubi, toccando il picco di oltre 200 milioni nel 2018), fino alle piene record di marzo-aprile 2026, con oltre 70 milioni di metri cubi d’acqua accumulati in pochi giorni. Il Lago di Occhito si conferma sentinella della crisi climatica nel Sud Italia.
A rimarcarlo è Legambiente, in occasione della undicesima tappa della Goletta dei Laghi 2026 – la sua campagna di monitoraggio dei bacini lacustri italiani – sul Lago di Occhito, facendo il punto sulle principali minacce che gravano sul bacino, sul suo stato di salute, ma anche sulle buone pratiche e le proposte per una gestione sostenibile. Tutti aspetti presentati e discussi nell’incontro pubblico organizzato nel pomeriggio a Macchia Valfortore (CB).
Passando in rassegna le principali minacce, secondo il report nazionale “Laghi sotto pressione” dell’associazione ambientalista il lago è tra i più esposti agli effetti della crisi climatica e della pressione antropica. A pesare sulla salute del bacino, risorsa idrica fondamentale per il Molise e la Puglia, la frequenza di eventi meteo estremi e l’instabilità idrica che costringe alla sospensione dell’erogazione, con danni enormi sia per la cittadinanza ma soprattutto per l’intero comparto agricolo della zona nord della Puglia. Preoccupa molto anche l’aumento della temperatura superficiale delle sue acque: pur in assenza di dati storici locali, il bacino risente del trend che sta colpendo l’intera area mediterranea, con un aumento termico stimato di 0,4-0,6 °C a decennio e picchi estivi che negli invasi del Sud Italia sfiorano ormai i 25-27 °C nei mesi di luglio e agosto. Un surriscaldamento che rende ancora più insidioso l’inquinamento diffuso subito dagli affluenti dell’invaso, causato dall’uso intensivo di fertilizzanti azotati e fosfatici nei campi circostanti, dall’impiego di fitofarmaci e da sistemi di depurazione comunali non sempre efficienti. Con l’emergenza clima attuale, le improvvise “piogge di lavaggio” trascinano repentinamente nel lago enormi quantità di queste sostanze accumulate nel suolo, provocando veri e propri “shock” ecologici che mettono a rischio la biodiversità di un’area protetta come sito Natura 2000. Un altro nodo critico è rappresentato dalla gestione idrica tra Molise e Puglia, legata a un sistema interregionale frammentato e a vecchi accordi di spartizione, che non è più sostenibile di fronte agli effetti della crisi climatica. A sommarsi a questo quadro già critico, la rete colabrodo molisana che soffre di dispersioni medie superiori al 50%, con un picco del 66% a Campobasso dovuto essenzialmente a infrastrutture obsolete e prelievi abusivi.
Le proposte: Alla luce di questo, Legambiente individua 5 priorità da mettere al centro per la tutela del bacino lacustre, insieme a quella nazionale di stanziare le risorse per il PNACC:
- ContrattodiLago e governance interregionale: Attivare il Contratto di Lago e rafforzare il ruolo dell’Autorità di bacino per pianificare i prelievi tra Molise e Puglia in base alle reali disponibilità attuali, rilanciando il turismo sostenibile del territorio.
2. Tutela ambientale: Avviare interventi urgenti, affiancati da programmi regionali ad hoc, per preservare la flora e la fauna (inclusa la lontra) del sito protetto; puntare sulla riqualificazione fluviale e sulla rinaturazione delle sponde applicando le Nature-Based Solution.
3. Riduzione immediata delle perdite idriche, attuando interventi immediati per efficientare le infrastrutture civili e irrigue e incentivando l’utilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura.
4. Agroecologia e no pesticidi: Promuovere pratiche agricole sostenibili nelle aree limitrofe all’invaso, con investimenti prioritari in agroecologia per ridurre drasticamente l’apporto di pesticidi.
5. Monitoraggio partecipato: Coinvolgere la cittadinanza e le associazioni locali in un percorso di monitoraggio costante della qualità delle acque e dello stato dell’ecosistema.
Emilio Bianco, portavoce Goletta dei Laghi, dichiara: “Le ricorrenti crisi idriche che stanno interessando il Mezzogiorno evidenziano la necessità di superare la logica degli interventi emergenziali. È indispensabile adottare una visione di lungo periodo, fondata su una gestione più razionale e sostenibile della risorsa idrica. Questo significa ridurre le perdite lungo le reti di distribuzione, valorizzare il riutilizzo delle acque, rendere il comparto agricolo più efficiente e proteggere gli ecosistemi che garantiscono la disponibilità e la qualità dell’acqua. Solo attraverso una pianificazione integrata, accompagnata da investimenti continui e da una governance capace di coordinare tutti i soggetti coinvolti, sarà possibile rafforzare la resilienza dei territori e assicurare acqua in quantità e qualità adeguate anche alle future generazioni.”
Andrea De Marco, presidente Legambiente Molise, aggiunge: “L’intreccio tra crisi climatica, inquinamento e pressione antropica sta compromettendo l’equilibrio del Lago di Occhito. E quando gli ecosistemi si degradano, perdono la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici e di fornire servizi fondamentali come la risorsa idrica, compromettendo l’approvvigionamento di acqua potabile, la produzione agricola e la salute degli ecosistemi acquatici. Non possiamo permetterlo. Per tutelare il bacino serve una programmazione in grado di tenere insieme le esigenze di utilizzo a scopi agricoli dell’acqua, di tutela della biodiversità e di valorizzazione dell’area del lago. Serve inoltre bilanciare i ruoli di governance territoriale, in questo momento troppo a vantaggio della Regione Puglia, permettendo ai comuni molisani di poter programmare interventi in grado di far diventare Occhito un volano per lo sviluppo del territorio. A livello nazionale è indispensabile stanziare le risorse per il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.”
Spazio anche alle buone notizie: grazie ai fondi PNRR, il Lago di Occhito sta vivendo una fase di modernizzazione tecnologica che, insieme a un rigoroso regime di protezione ambientale, consente di bilanciare la forte domanda idrica agricola. Gli interventi chiave si concentrano sulla gestione e manutenzione della diga, dei sistemi di adduzione e della strada circumlacuale, a cui si affiancano una prevenzione degli incendi per tutelare i boschi e i versanti, e un Piano di gestione delle acque e dell’invaso.
Giunta alla ventunesima edizione, Goletta dei Laghi è la campagna di Legambiente che monitora lo stato di salute dei bacini lacustri italiani, ne denuncia le criticità e promuove esempi virtuosi di gestione e sostenibilità.
Goletta dei Laghi 2026 è realizzata con il supporto dei partner principali Novamont e Conou e del media partner La Nuova Ecologia.
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