Goletta Verde

Emilia-Romagna: più del 64% dei comuni costieri colpiti da eventi estremi, il focus del Dossier Spiagge

 

Goletta Verde a Cesenatico: presentati i dati del Dossier Spiagge di Legambiente

Gli impatti del cambiamento climatico sulla costa adriatica: in Emilia-Romagna più del 64% dei comuni costieri colpiti da eventi meteo-idrogeologici dal 2010 ad oggi.

Ben 26 eventi estremi negli ultimi 13 anni

Mareggiate, esondazioni, trombe d’aria e raffiche di vento: Ravenna, Rimini, Cesenatico e Cervia i comuni costieri più colpiti

Questa mattina presentati progetti e buone pratiche di adattamento alla crisi climatica: dalle nature-based solutions del progetto Operandum ai sistemi di vigilanza e allerta di AdriaClim

Save the date: domani 5 agosto conferenza stampa di presentazione del monitoraggio delle acque delle coste dell’Emilia-Romagna*

 

Nove comuni costieri su quattordici colpiti da eventi meteo-idrogeologici dal 2010 ad oggi. Ventisei gli eventi estremi negli ultimi 13 anni e nello specifico: nove danni da mareggiate, sette danni da trombe d’aria e raffiche di vento, sette allagamenti da piogge intense, due esondazioni fluviali e un danno da grandinate. È questo il bollettino del clima che cambia per i comuni costieri dell’Emilia-Romagna. Le città più colpite risultano essere: Ravenna (6), Rimini (5), Cesenatico (5) e Cervia (4). Questo il bilancio emerso dal Dossier Spiagge 2023 di Legambiente presentato questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Cesenatico, nell’ambito della 37esima edizione di Goletta Verde, la campagna estiva a difesa delle acque e delle coste italiane, attraccata ieri al porto della città romagnola.

Il dossier è stato al centro del dibattito “Cambiamento climatico: problemi e soluzioni per la costa adriatica”, moderato dal giornalista Alex Giuzio e al quale hanno preso parte Gabriele Nanni (Ufficio Scientifico Legambiente), Stefano Raimondi (portavoce Goletta Verde e coordinatore Aree protette e biodiversità Legambiente), Silvia Unguendoli (ARPAE SIMC), Paolo Ruggieri (Dipartimento di Fisica e Astronomia Università di Bologna), Davide Ferraresi (presidente Legambiente Emilia-Romagna).

 

Focus su erosione costiera e consumo di suolo. Preoccupanti i dati sull’erosione costiera, con oltre il 68% di costa modificata tra il 2006 ed il 2019, di cui il 32,3% in erosione, secondo quanto riportato dall’Ispra. Stesso discorso per il consumo di suolo: il 10% del totale regionale interessa le aree dei comuni costieri, nonostante la ridotta estensione della fascia costiera rispetto alla restante parte del territorio.

 

Concessioni balneari. Un’altra criticità è quella delle concessioni balneari che ammontano a ben 1.313 che rappresentano il 10,8% del totale italiano. Emblematica la situazione di Gatteo con il 100% di spiaggia in concessione, ma non da meno quelle di Rimini, Cervia, Cattolica, Misano Adriatico e Riccione, tutte tra l’80 e il 90% di litorale concesso secondo le stime elaborate da Legambiente.

 

Aree inondabili. L’Emilia-Romagna ricade tra la più vasta area inondabile della Pianura Padana e del Delta del Po, per un totale di quasi 5.500 km quadrati di superficie a rischio inondazione (secondo la proiezione all’anno 2100 di Enea).

 

I progetti virtuosi che indicano la giusta direzione. L’Emilia-Romagna, però, porta con sé anche delle buone pratiche in atto contro l’erosione costiera nonché storie di stabilimenti green virtuosi presentate nel corso dell’incontro svoltosi oggi. Tra queste, quella del Parco del Mare del Comune di Rimini, che ha avviato un’opera di riqualificazione e pedonalizzazione del lungomare ed un altro esempio virtuoso, quello del progetto internazionale Operandum contro l’erosione costiera che coinvolge 26 partners provenienti da 12 Paesi europei insieme a Cina e Australia e che sta implementando molteplici soluzioni basate sulla natura (NBS). AdriaClim è un progetto Interreg Italia-Croazia finalizzato ad aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici nell’area costiera dell’Adriatico. Coordinato da ARPA Emilia-Romagna, coinvolge 19 partner tra istituti di ricerca, università, istituzioni e imprese dei due paesi. Il progetto fornisce strumenti informativi, integrando dati osservati e modelli climatici ad alta risoluzione, come base conoscitiva per lo sviluppo di nuove strategie e piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

 

“Questi numeri sono un chiaro campanello d’allarme per la costa Adriatica e per l’Emilia-Romagna in particolare. A preoccupare sono l’elevato numero di eventi meteo estremi, la loro forte intensità e la circostanza che sempre più spesso si registrano fuori stagione. Desta molta preoccupazione la mole di eventi che si sono abbattuti in Emilia-Romagna, in particolare nell’ultimo biennio. Bisogna ragionare di gestione delle aree costiere in chiave di adattamento ai cambiamenti climatici e di sostenibilità ambientale – spiega Gabriele Nanni dell’Ufficio Scientifico di Legambiente – È sempre critica la situazione delle concessioni balneari: in diversi comuni le spiagge date in concessione vanno dall’80% al 100%. Ed è sempre in queste aree che si registra la più alta concentrazione di consumo di suolo dell’intero territorio regionale rispetto all’estensione”.

“Il susseguirsi di eventi climatici estremi è talmente frequente che questi dati vanno già aggiornati con quelli verificatisi pochi giorni fa, nel mese di luglio. Si sono abbattuti sul territorio regionale e anche sulla costa romagnola diverse tipologie di eventi meteo-idro, dalle alluvioni ai fenomeni di downburst e supercelle, che ci mettono di fronte all’evidenza che il clima è già cambiato e non abbiamo più tempo da perdere – commenta Davide Ferraresi, presidente Legambiente Emilia-Romagna – Le esperienze presentate questa mattina mostrano la via da seguire, come le azioni di sistema della Strategia Integrata per la Difesa e l’Adattamento della Costa ai cambiamenti climatici, portata avanti dal progetto AdriaClim, e le soluzioni concrete per integrare conservazione ecologica e sicurezza idrogeologica, come sperimentato nel progetto Operandum. Gli effetti della crisi climatica con cui stiamo facendo i conti non possono più essere affrontati con strumenti emergenziali: occorrono invece misure strutturali che, oltre a ridurre le emissioni climalteranti, rispondano alla necessità di proteggere le persone e i territori dalle conseguenze del cambiamento globale. Ci auguriamo che i risultati dei progetti presentati nel corso del convegno possano essere presi come modello per adattati ed applicati in modo sistematico su tutta la regione.”

“È su temi come erosione costiera, consumo di suolo e tutela delle aree protette che bisogna intervenire al più presto, è per questo che l’iter dell’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico, fermo alla fase di valutazione, deve sbloccarsi al più presto – ha dichiarato Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde e coordinatore Aree protette e biodiversità Legambiente – Oggi siamo qui per evidenziare, numeri alla mano, quanto il cambiamento climatico metta a rischio le coste dell’Italia, e in particolare dell’Adriatico. È anche questo l’impegno e l’obiettivo della campagna Goletta Verde che, oltre ad avere nella sua attività core il monitoraggio della qualità delle acque costiere, si occupa a 360 gradi dei temi che ruotano intorno all’ecosistema marino: salvaguardia della biodiversità, inquinamento, ed energie rinnovabili. Gli strumenti per la tutela dell’ecosistema marino ci sono ma vanno applicati e implementati. Ricordiamo che l’Italia è in procedura d’infrazione, da parte dell’Unione Europea, riguardo la gestione dei siti Natura 2000. Inoltre, diverse Aree Marine Protette da anni sono in attesa di essere istituite ma l’iter amministrativo è troppo farraginoso, ed in alcuni si è del tutto arrestato. Queste sono azioni che, oltre a tutelare il mare e il suo patrimonio di biodiversità, permetterebbero di porre freno ad alcune problematiche relative all’economia del mare: pensiamo alla proliferazione di una specie aliena invasiva, come il granchio blu, nell’area della Sacca di Goro, sta mettendo in seria difficoltà la mitilicoltura. L’istituzione di Aree protette e una corretta governance dei siti Natura 2000 è la strada per salvaguardare anche gli ecosistemi costieri, e oltretutto contribuirebbe significativamente al raggiungimento degli obiettivi di tutela e protezione del 30% del territorio entro il 2030, come ci chiede l’Europa”.

 

* Sabato 5 agosto

Ore 11 | Cesenatico | Hotel Miramare, Viale G. Carducci, 2

Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia-Romagna.

Intervengono:

Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde e Coordinatore Aree protette e biodiversità Legambiente Davide Ferraresi, presidente Legambiente Emilia-Romagna Giuseppe Bortone, direttore ARPA Emilia-Romagna

 

Tappe di Goletta Verde: QUIVideo (archivio): QUIFoto: QUI

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